Bonacini velenoso “270 mila euro per un Cabassi chiuso”

Bonacini velenoso “270 mila euro per un Cabassi chiuso”

L’ad del Carpi, Bonacini, molto velenoso sulla vicenda dello Stadio Cabassi: ci vogliono circa 700 mila euro per giocare 2 anni di Serie B a Carpi

Stefano Bonacini

Dopo giorni e giorni di indiscrezioni ed incontri, l’Ad Stefano Bonacini ha detto la sua sulla vicenda dello stadio Cabassi: l’obiettivo è tornare a giocare a Carpi, ma serve denaro e tempo. I rapporti con il comune sono in via di evoluzione.

La difficile tematica dello stadio: «Parto da questo concetto: giocare a Carpi è un valore aggiunto, non si può nascondere. La situazione dello stadio ce la trasciniamo dal 2009. Da quell’anno, fino ad oggi la società ha speso più di 2 milioni di euro, per le spese che comprendevano anche il Cabassi. Solo nel primo anno di C1 abbiamo speso più di 400 mila euro per giocare a Reggio Emilia. In Serie B l’imperativo era giocare a Carpi, e siamo stati fortunati. La convenzione che è stata firmata con il comune era sicuramente valida per quel periodo e quelle problematiche. La promozione in Serie A ha portato grandi cambiamenti. Con il Modena abbiamo preso un impegno in termini economici che, anche in caso tornassimo al Cabassi, dovremo onorare».

I costi sono alti: «Noi non vogliamo lamentarci, non è il nostro stile. In questa stagione lo abbiamo dimostrato. Però, dopo 6 anni, in cui siamo andati fortissimo, abbiamo sopportato dei costi pesanti, senza chiedere nulla in cambio. Ci siamo allenati in campi lontani da casa nostra (Fiorani, San Martino). Vi lascio riflettere. Il nostro stadio Cabassi ha comportato una spesa di 268.500 euro, pur essendo chiuso. Altre cifre? Per giocare altri due anni a Carpi, ma solo in Serie B, servono 600-700 mila euro».

Ed infine: «Un sassolino però me lo voglio togliere.. sarebbe meglio se la città non criticasse ogni decisione della nostra società. Ci sono decisioni che possono non piacere, certo, ma al Carpi serve una città pronta a sostenerlo. Ci sono molti elementi che ci mettono in difficoltà. Pensate ad un giocatore che viene a Carpi e si ritrova ad allenarsi un po’ qua, un po’ la, a giocare in un altro stadio, a sentire tifosi che vengono solo alle partite casalinghe, oppure solo a quelle in trasferta ecc».

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