Carpi: Romairone racconta il calciomercato biancorosso

Carpi: Romairone racconta il calciomercato biancorosso

Conclusa la sessione invernale di calciomercato, Giancarlo Romairone ci racconta come si sono sviluppate le varie trattative del Carpi in entrata ed uscita

di Simone Giovanelli, @SimoGiovanelli
Giancarlo Romairone - Ds Carpi F.c.

Conclusa la sessione invernale di calciomercato, Giancarlo Romairone ci racconta come si sono sviluppate le varie trattative del Carpi in entrata ed uscita (qui l’elenco completo degli affari conclusi dai biancorossi):

Giudizio generale – «E’ stato un mese complicato, volevamo fare alcune cose fin da subito ma non tutto potevamo determinarlo noi. Alla fine abbiamo preso i giocatori che volevamo prendere e spostato i giocatori che per vari motivi volevamo spostare. Ieri è stata una giornata intensa, molti giocatori erano bloccati dalla società di appartenenza tipo Jelenic, altri che avevano molte opportunità di mercato come i giovani della Roma. Gli impegni sono però stati mantenuti. Volevamo giocatori in posti mirati ma anche semplice freschezza. Il campo ci dirà se la valutazione è stata corretta

Crimi, partito verso Cesena – Non era sul mercato, lui aveva accettato o forse subìto il fatto di essere rimasto a Carpi. Aveva altre aspettative. Ci è arrivata una comunicazione diretta da lui ed il suo entourage, non voleva rimanere con noi e di conseguenza, non abbiamo certo voluto trattenerlo. Abbiamo trovato un giovane come D’Urso che è campione di Italia con la primavera, è stato un lampo e ne abbiamo approfittato.

Dal Vicenza non arriva Galano – Galano era da tempo sotto controllo. Fino a qualche settimana fa era legato a Vita, ma questo poi non volevano trasferirlo. Ci siamo allontanati capendo che era una operazione troppo complicata che si stava allungando. Non aveva più una logica

Seck dalla Roma – Nasce da alcuni rapporti di amicizia che ho con l’ambiente, era iniziata mesi fa in maniera scherzosa, poi nelle ultime settimane era diventata una cosa concreta ed interessante. Dopo vari incastri siamo riusciti ad aggiudicarcelo nonostante la possibilità di andare in Serie A ed altre squadre di B.

Jerry Mbakogu – Mbakogu grande operazione, lui ha dato tanto a questa squadra, sia in Serie B, sia in Serie A. L’anno scorso poi il finale amaro, il nervosismo, hanno portato ad un allontanamento. Quando tre mesi fa ci siamo messi sotto a capire quale attaccante potesse rinforzarci, abbiamo pensato a riprenderci un patrimonio come Jerry, una sicurezza in quel momento non valorizzata, invece che puntare su una scommessa magari economicamente sostenuta – Si potrebbe vedere un Carpi tatticamente più offensivo? – Questa squadra dovrà avere una crescita che passerà anche dal fare qualcosa di significativo. I tre punti saranno determinanti, trovandoli magari anche in maniera diversa sfruttando il reparto offensivo. Ma l’importante è che il singolo si cali nella nostra realtà, dopo verranno i moduli.

Raffaele Bianco – Bianco per noi è un giocatore importantissimo. Non abbiamo ascoltati varie voci di mercato più o meno vere o concrete. Toccare un pilastro come lui voleva dire mettere in discussione tante cose. Raffa quando sta bene non ha eguali in questa categoria. Portieri? Avremo due portieri forti. Questo non impedisce di potere concedere ad un giocatore di valutare altre proposte se non è felice di restare qui perchè non vede possibilità di giocare.

Obiettivi – Rinforzare la squadra, alleggerirla da tante preoccupazioni. Queste erano le prime necessità. Ora abbiamo almeno due giocatori per ruolo, cosa che prima non avevamo. Sappiamo di potere fare un campionato interessante, ma ora questi giovani, insieme ai veterani, devono impegnarsi.

Le partenze – Al di là di tutto a Carpi è determinante il concetto di squadra. Il singolo viene un attimo dopo. Qua ci sono cose fisiche e mentali intense e non tutti riescono a reggere questa situazione. Se poi un giocatore come Blanchard riceve offerte di mercato, bisogna che lui sia determinante in campo. Quindi invece che subire situazioni spiacevoli è meglio trovare altre soluzioni. Una maniera generale per fare le cose non c’è, ognuno ha la sua. Su Andrea Catellani? Lui si è ambientato, ha fatto cose più importanti anche in campo, ma avendo l’opportunità di andare dove può avere più spazio lo abbiamo lasciato partire.

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