Carpi, Saric si racconta: ”Il Cabassi era un sogno. Spogliatoio? Mbakogu un leader”

Carpi, Saric si racconta: ”Il Cabassi era un sogno. Spogliatoio? Mbakogu un leader”

Il Cabassi quando ancora era un sogno, la famiglia che non si perde una gara del Carpi: Dario Saric racconta il suo vivere biancorosso

di Simone Giovanelli, @SimoGiovanelli

«Praticamente qui mi sento a casa. Ho vissuto per 4 anni in convitto insieme agli altri ragazzi del settore giovanile e ogni settimana eravamo qui al Cabassi a seguire le partite della prima squadra. Questo stadio ci sembrava un sogno, e adesso che in mezzo al campo ci sono io mi sembra davvero tutto bellissimo»

La Storia di Dario Saric, centrocampista del Carpi che si è raccontato nella rubrica della Lega B. Il giocatore ha svelato la sua passione per la maglia biancorossa, coltivata fin da giovane quando lo Stadio Cabassi era ancora un sogno difficile da realizzare. Ora Dario è un punto fermo della rosa del mister Antonio Calabro, ma non mancano i consigli dei senatori dello spogliatoio: «Mi piace molto confrontarmi con i compagni e ricevere i consigli da quelli più grandi. Qui ci sono Mbakogu e Poli che mi stanno molto vicino e mi seguono passo passo per farmi crescere sempre di più».

Non solo i compagni, i consigli arrivano sempre anche dai genitori, che al Cabassi, sono sempre presenti: «Non se ne perdono una, sono i miei primi tifosi. Anche perché non abitano troppo lontano da Carpi e quindi per loro venire il sabato allo stadio è una passeggiata. Io quest’anno ho preso casa in centro, ma per andare allo stadio per l’allenamento o la partita ci metto un attimo. Ci vado a piedi o al massimo in bici. L’ho portata qui apposta per fare una pedalata ogni tanto».

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