Saric: ”A Carpi vivo un sogno. Frosinone? C’era il clima dei grandi match”

Saric: ”A Carpi vivo un sogno. Frosinone? C’era il clima dei grandi match”

Una rivelazione in positivo della attuale stagione del Carpi, Dario Saric ha sempre creduto nelle sue potenzialità. Ed il merito è anche di mister Calabro

di Simone Giovanelli, @SimoGiovanelli

Una rivelazione in positivo della attuale stagione del Carpi, Dario Saric ha sempre creduto nelle sue potenzialità. Ed il merito è anche di mister Antonio Calabro: «E’ un mister che mi piace molto, lui punta molto sulla grinta e l’anima invece che sulla forma della squadra. – sono le dichiarazioni del giocatore biancorosso ospite negli studi di Tv Qui – Ci mettiamo l’anima e non badiamo molto al passaggio ed al possesso palla. L’essenza del Carpi degli ultimi anni ed il mister ci carica sempre a dovere prima della partita e durante gli allenamenti. Se diamo il 100% è anche merito suo».

Il Carpi che Saric si aspettava? I 25 punti non sono male..: «La società lo ha sempre detto, noi puntiamo ai 50 punti per la salvezza. Averne 25 è già buono ed abbiamo ancora due partite per essere ancora più tranquilli. Io sono solo felice di come e quanto mi impiega il mister. Nemmeno nei miei sogni pensavo di avere così tante presenze a questo punto della stagione, vivo davvero un sogno e non me lo sarei mai aspettato. Gioco un po’ ovunque? Deve essere la mentalità di tutti, mettersi a disposizione dove c’è una difficoltà. Se credevo nel rientro a Carpi? Certo, non pensavo di giocare subito così tanto, ma devi credere nei tuoi obiettivi ed io l’ho fatto». Non fosse stato il Carpi, il Siena era pronto a riprendersi il giovane numero 21: «Il Siena mi rivoleva, lì sono stato bene e stavo per concretizzare il tutto, poi il Carpi mi ha chiesto di rimanere ancora un po’ per altre valutazioni, fino a farmi entrare nella prima squadra. Credono in me e questo è motivo di gioia e stimoli per continuare».

Non si può evitare di tornare con la testa al match di sabato: «Non volevamo far morire la partita, con un uomo in meno e loro che attaccano chiudersi era normale, ma abbiamo puntato sulla nostra resistenza fisica per non cedere e difatti abbiamo trovato il pareggio. C’era il clima dei grandi match, con tanta concentrazione e voglia di fare risultato. L’anno scorso ai playoff? Me l’hanno raccontata e l’avevo anche guardata. Sapevo del precedente e la concentrazione dei senatori ci è stata trasmessa anche involontariamente».

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy